La storia di Malta

La storia di Malta attraverso i millenni

La storia di Malta comincia dai primi insediamenti maltesi che risalgono al 4000 a.C., durante l’Età della Pietra: in questo periodo giunsero dalla Sicilia i primi abitanti, probabilmente appartenenti al popolo dei Sicani. Queste popolazioni diedero vita alla Cultura dei Templi, suggestivi edifici megalitici realizzati con enormi blocchi di pietra, rimasti quasi inalterati nel tempo e divenuti, nel 1992, patrimonio UNESCO.

Intorno al 1800 a.C. questa civiltà scomparve. In seguito, dopo essere state per un po’ di tempo abbandonate senza motivo apparente, le isole vennero ripopolate durante l’Età del Bronzo e l’Età del Ferro, come testimonia l’insediamento di Bahrija.

Intorno all’800 a.C., giunsero a Malta i Fenici che, compresa l’importanza strategica dell’arcipelago, vi stabilirono varie colonie, influenzando così la vita, la cultura e la lingua delle popolazioni locali: la parola Malta, ad esempio, deriva da Malit, il nome con cui i Fenici indicavano l’isola.

Nel 400 a.C., Malta, a seguito della caduta della Fenicia, passò sotto l’egemonia cartaginese e, al termine delle guerre puniche, entrò a far parte dell’Impero Romano (IIIsec. a.C.). In questo periodo Malta conobbe un forte sviluppo: furono introdotti nuovi sistemi di irrigazione e nuove tecniche di coltivazione.

Nel 60 a.C, come si narra negli Atti degli Apostoli, la nave su cui viaggiava San Paolo, in stato di arresto e in attesa di essere giudicato dall’Imperatore, smarrì la rotta a causa di una tempesta e approdò su un’isola, situata tra la baia di Mistra e quella di Mgiegah, oggi nota come l’Isola di San Paolo.

Questo evento cambiò radicalmente e irrimediabilmente il destino di Malta: San Paolo, infatti, durante i tre mesi di permanenza sull’Isola, gettò le basi per la diffusione del Cristianesimo romano, una religione che rimarrà radicata nei millenni successivi influenzando profondamente ogni aspetto della vita delle popolazioni locali.

Con la divisione dell’Impero Romano, dal IV al IX secolo, le isole maltesi passarono sotto la dominazione bizantina; purtroppo non vi sono molte testimonianze dell’epoca: si suppone che in questo periodo la popolazione vivesse in condizioni di grande miseria, nonostante Malta sia stata una potente base navale per la flotta bizantina.

Nell’870 a.C. Malta fu conquistata dagli Arabi che, sebbene avessero imposto l’Islam come religione di Stato, tollerarono e rispettarono le credenze cristiane dei maltesi.

Fin da subito, la presenza araba sull’isola portò a grandi ed importanti cambiamenti culturali, linguistici ed economici: introdussero avanzati sistemi di irrigazione e nuove colture, come il cotone e gli agrumi. Inoltre, per migliorare le strutture di difesa maltesi, ridussero le dimensioni della città di Melita, dando vita così a Mdina (Città fortificata) e Rabat (Periferia).

La dominazione araba ebbe fine nel 1090 con l’arrivo dei Normanni di Sicilia guidati dal Conte Ruggero. In questo periodo nacque la nobiltà maltese, le città furono abbellite e numerosi ordini religiosi si stabilirono sull’isola. Dopo la dominazione normanna e per tutto il Medioevo, Malta passò nelle mani delle varie dinastie che si succedettero in Sicilia: Angioini, Svevi ed Aragonesi e nel contempo portò avanti una dura lotta contro le innumerevoli incursioni dei pirati che attaccavano l’isola per rapire gli abitanti e renderli schiavi.

Nel 1479, con l’unione della Sicilia al Regno di Castiglia, Malta divenne parte della Spagna e, nel 1530, fu donata, come lascito perpetuo, dall’Imperatore Carlo V ai Cavalieri Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme, che da quel momento vennero chiamati “Cavalieri di Malta“. Iniziarono così 250 anni di reggenza che portarono grande prosperità: l’Ordine edificò nuove chiese e palazzi, vanne ampliato l’acquedotto e dato nuovo impulso agli scambi commerciali che si intensificarono nuovamente. Furono erette numerose fortificazioni, come Forte San’Angelo e Forte Sant’Elmo, per difendere l’isola dagli attacchi dei Turchi che, sotto la guida di Solimano il Magnifico, avevano accresciuto il loro potere ed avevano rivolto le loro mire espansionistiche verso l’Italia e l’Europa Cattolica. I Cavalieri sapevano fin troppo bene che l’unico modo per penetrare in Europa era impossessarsi dell’arcipelago: il 18 maggio del 1565 i Turchi tentarono di invadere Malta con un esercito di 80.000 uomini (il Grande Assedio); Forte Sant’Elmo non resistette all’assedio e capitolò ma, grazie anche all’arrivo di rinforzi dalla Sicilia, i Maltesi, guidati dal Gran Maestro La Valette, capo dell’Ordine dei Cavalieri, riuscirono a respingere gli Ottomani, che si ritirarono. Con questa vittoria Malta era riuscita a salvare l’Europa dalla “invincibile spada dell’Islam“, ed i principi europei, riconoscenti, inviarono al Paese doni ed ingenti somme di denaro. Un anno dopo, il 28 marzo del 1566, venne posta la prima pietra di La Valletta, così chiamata in onore del Gran Maestro che aveva portato i maltesi alla vittoria.

Nel XVIII secolo, nonostante i grandi benefici apportati dai Cavalieri, iniziò un lento ma inesorabile declino dell’Ordine: ovunque dilagarono povertà e disoccupazione e perfino le finanze dei Cavalieri erano in pessimo stato. Tutto questo favorì nel 1798 l’arrivo di Napoleone che, se inizialmente venne accolto dalla popolazione come un liberatore, dopo soli due anni, fu considerato alla stregua di un oppressore. I maltesi, dunque, si ribellarono e, grazie all’aiuto del re di Sicilia e dei Britannici, riuscirono a cacciar via i francesi.

Nel 1814 l’arcipelago entrò a far parte dell’Impero Britannico: Malta conobbe così un nuovo periodo di grande prosperità e divenne parte fondamentale delle strategie difensive britanniche, grazie alla sua vicinanza con il canale di Suez, la “porta” d’accesso alle Indie Orientali.

Durante la guerra di Crimea (1853-1856), Malta servì da base ospedaliera per i combattenti feriti e acquistò il soprannome di “Infermiera del Mediterraneo“, un ruolo, questo, che riprenderà durante la Prima Guerra Mondiale, per curare i numerosi soldati britannici feriti. Con l’inizio della seconda Guerra mondiale, Malta si trovò al centro del conflitto e subì moltissimi bombardamenti da parte delle forze armate tedesche ma il suo coraggio venne ricompensato con “la Croce di San Giorgio“, conferita ai maltesi da re Giorgio VI.

Nel dopoguerra Malta iniziò a manifestare la propria insofferenza verso i britannici ed aumentarono i movimenti indipendentisti: nel 1974 fu finalmente istituita la Repubblica Maltese.

Il 1° maggio del 2004 Malta entra a far parte dell’Unione Europea e dal 2008 la moneta in circolazione è l’Euro.

La storia di Malta ultima modifica: 2015-01-11T10:48:15+00:00 da Redazione