E’ domenica sera, fine ottobre, è fine stagione ed abbiamo il tempo di per farci una chiacchierata con Roberto, italiano a Malta e titolare della gelateria Con Gusto a Bugibba, località turistica a nord dell’isola. Lasciamo scivolare la tensione iniziale con un sorriso, ci dimentichiamo della camera accesa e lasciamo che Roberto ci racconti la sua esperienza, i suoi pareri, le emozioni di questa sua nuova vita, le difficoltà ed i pregi in un altro paese a poco più di duecento chilometri dall’Italia.

Le motivazioni sono principalmente di natura economica, penso che la maggior parte delle persone abbia fatto la stessa scelta, un po’ tutti quanti stanchi di determinate situazioni in Italia. L’incertezza sul futuro, su quanto bisogna pagare, non si può fare una programmazione finanziaria, non si ha certezza su nulla.
Avendo tuttora una attività in Italia ogni anno programmo determinate cose che vorrei fare ma non ho la certezza di poterle fare. Per fare un esempio io so che quest’anno ho pagato 1.000 Euro di spazzatura, l’anno successivo all’improvviso, perché mi è capitato, ne pago 3.000, quindi io non riesco a mantenere una programmazione vera e propria.

Per esperienza a me sembra che qui a Malta sai quello che devi pagare e riesci a programmarti di volta in volta il tuo futuro.
Le principali conferme qui infatti sono state quelle di riuscire a lavorare, riuscire a programmare le cose.

Quotidianamente faccio raffronti, sempre nell’ambito lavorativo, quelli della vita di tutti giorni no, per me alla fine è importante la famiglia, perciò quella non conta. Sinceramente non ho nessun sassolino da togliermi dalla scarpa. Una cosa che mi piace moltissimo è il fatto di essere a contatto con gente che arriva da tutta Europa, spesso e volentieri diciamo “i francesi sono così”, “gli inglesi sono così”, abbiamo sempre delle idee un po’ sui generis, invece quando tutti si ritrovano all’estero “in campo neutro”, le opinioni cambiano, e comunque è sempre piacevole avere contatti con persone ed altre esperienze.

Mio padre era un ufficiale dell’esercito quindi sono sempre stato abituato a cambiare città, anche se sempre in Italia, ogni due o tre anni cambiavo luogo, quindi per me cambiamenti del genere non sono mai stati traumatici, arrivando qua, Malta somiglia molto al sud d’Italia, bene o male mi sembrava di stare a casa, al di là della lingua. Non è stata un’emozione particolare se non quella di iniziare una nuova attività con speranze per il futuro maggiori rispetto a quelle che avevo in Italia.

Casa per me è famiglia.

Dell’Italia forse mi mancano gli spazi un po’ più aperti, i paesaggi diversi che variano, la cultura nel senso più ampio della parola, quella mi manca.

Non mi manca per nulla la televisione italiana, la politica, e stavo riflettendo qualche giorno fa perché mi è capitato di vedere un programma di politica, sono mesi che non vedo la tv, mi sono reso conto che non mi manca per nulla, forse ce ne sono troppi di programmi così, io li seguivo tutti e probabilmente era un danno più che un beneficio seguirli, ripeto, non mi mancano. Secondariamente non mi manca il sistema economico, il sistema dell’impresa in Italia così com’è, più che altro come ti costringono a fare impresa in Italia.

Se potessi cambiare una decisione nella mia nuova vita forse mi sarebbe piaciuto, con il senno di poi e con l’esperienza, aprire un’attività al centro dell’isola prettamente maltese e non in una zona turistica. Il mio rapporto con gli altri italiani a Malta è mediamente buono, sicuramente stando all’estero hai più facilità di conoscere una persona e di entrare in una certa sintonia, forse perché cerchi di creare un legame in qualche maniera, è più semplice.
Quando sto per arrivare in Italia mi angoscio un pochettino perché ogni volta che torno dopo mesi vedo dei cambiamenti più netti rispetto a chi resta sul posto, chi questi cambiamenti li subisce giorno per giorno, alla fine magari non se ne rende nemmeno conto, quando te ne stai fuori alcuni mesi ti accorgi della situazione reale.

Al rientro a Malta il mio primo pensiero è di rabbia perché sono cosciente delle potenzialità che abbiamo, di quello che non sfruttiamo, che ci perdiamo

e che magari un’isola come Malta, che con tutto il rispetto ha molte meno cose, riesce a sfruttare e noi non lo facciamo, questo mi fa arrabbiare moltissimo.

Se devo dare un voto alla mia vita prima e dopo è 10 e 10 perché per me comunque principalmente ci sono le mie figlie e mia moglie, tutto il resto si aggiusta ed è relativo. Sicuramente mi sento italiano senza ombra di dubbio.

Se avessi un megafono per parlare a tutto il popolo direi che dovremmo fare come spesso e volentieri fanno all’estero, dopo la scuola è un bene che i ragazzi partano per uno o due anni, vadano in giro a lavorare all’estero, facciano un’esperienza del genere così da rendersi conto di quelle che sono le differenze, di quello che si può fare e che in Italia invece non facciamo, che ci sono anche altre possibilità e che si possono applicare nel proprio paese.

Noi italiani abbiamo bisogno di andare a vedere quello che succede fuori, ci sono metodi economici che sono diversi dai nostri che possono essere applicati, ci dobbiamo mettere in testa che necessita un cambio radicale. Abbiamo delle abitudini che sono terribili, un sistema che non può andare avanti, invece ci sono cose che sono facilissime da fare, dei cambiamenti che possono essere applicati tranquillamente, c’è tutta una categoria di persone che deve rinunciare a dei privilegi che, francamente, non stanno né in cielo né in terra, ci sono imprese o attività che mantengono tutta una categoria di persone che non hanno senso. Io penso sempre a quante persone pago in Italia tra consulenti, commercialisti e consulenti del lavoro, poi ti rendi conto che all’estero non esistono e non ti servono a niente, queste corporazioni non dovrebbero esistere o perlomeno avere un ruolo diverso.

Uno dei motivi per i quali sono venuto qua è che Malta fa parte del Commonwealth, mi aspettavo di trovare un sistema migliore e più efficiente, più veloce per poter aprire un’attività, ed effettivamente l’ho trovato.

Qui aprire un attività non è assolutamente difficile, io per aprire la mia impresa in Italia c’ho messo sei mesi, qua ci ho messo meno di un mese.

Poi certamente la certezza sulla programmazione, sai quello che devi pagare, quello è e non hai sorprese.

Roberto Semeraro – italiano titolare gelateria a Malta ultima modifica: 2015-01-10T23:19:04+00:00 da Redazione