Massimo Cavalli, milanese, 46 anni è un imprenditore e vive a Malta.

Ci raggiunge al luogo concordato e ci saluta con un sorriso. Ci sistemiamo e cominciamo a chiacchierare, con il suo accento milanese ci racconta della sua nuova vita a Malta, senza indecisioni. L’impressione è quella di una scelta che ha raggiunto il bersaglio, quello di un’esistenza migliore e più sicura.

Leggiamo l’intervista di Massimo

Una serie di motivi parimenti importanti mi hanno portato a vivere a Malta. Uno è il fatto che la maggior parte dei miei investimenti sono all’estero, in particolare negli Stati Uniti, per cui tendenzialmente prima o dopo dovrò trasferirmi in quel paese. Ha inoltre accelerato il processo la necessità di far imparare bene l’inglese alle figlie. Ha influito altrettanto il fatto che in Italia manca qualcosa che è essenziale nella qualità della vita, ossia la sicurezza. Non c’è certezza di rito, non c’è sicurezza. Lo Stato è oppressivo. Siamo una Repubblica fondata sulla burocrazia, è difficile fare impresa, vivere, prosperare, esistere serenamente in un paese così oppresso.

La principale conferma a destinazione è la convinzione che in qualsiasi paese al mondo in cui ti sposti è più semplice vivere rispetto l’Italia. Per esempio a Malta non è che la tassazione è così favorevole, certamente è meno vessatoria. Non c’è una scadenza ogni 3 giorni, non c’è uno stato di Polizia tributaria onnipresente. Il rapporto tra contribuente e Stato è un rapporto equo, entrambi concorrono al benessere del paese. Ovviamente lo Stato cerca di prendere risorse per garantire i servizi, ciò senza opprimere il contribuente che rimane un cittadino e non un suddito.

I raffronti purtroppo sono perdenti. Quando ti rendi conto che a Malta, isola in mezzo al Mediterraneo, le linee internet funzionano meglio che in Italia, da italiano purtroppo resti sconcertato. Se pensi che la pianura Padana, regione più industrializzata in Europa, non è cablata quanto è cablata Malta, francamente ciò non può essere imputato agli italiani ma a scelte politiche che sono state fatte qui e non sulla penisola italiana.

Quello che mi piace tantissimo è portare le bambine al cinema e vedere che capiscono. Sentirle parlare in inglese, per me è una soddisfazione. Alla loro età esprimersi così bene in una lingua straniera, per un padre, è una grande soddisfazione. Se c’è un sassolino che mi sono tolto dalla scarpa è con mia moglie… non voleva partire a nessun costo. Ora quando non si comporta bene le dico scherzando “guarda che ti riporto in Italia…!”

A Malta in particolare apprezzo il senso diffuso di sicurezza. Quando esci di casa non devi mettere 800 allarmi, blindare porte, grate, inferriate, bunkers vari, questo è importantissimo. Anche quando hai le figlie fuori o la moglie va a portare a spasso i cani non sei lì terrorizzato, torna o non torna, se ritarda due minuti non sei lì che pensi di chiamare la polizia.
A differenza dell’Italia a Malta c’è una sensazione diffusa di sicurezza. Ammesso e non concesso che ci sia della criminalità anche qui, non è visibile.

I primi tempi sono difficili perché uno è un po’ stressato, teso, pensa “oddio cosa mi succede”. Soprattutto non ha le informazioni, ho hai un amico che l’ha fatto prima e che ti dice cosa fare. Anche se hai un consulente che ti aiuta alla fine ti vai sempre a scontrare con delle realtà che non avevi previsto. Faccio un esempio, il Comune dove risiedi in Italia ti dice che prima devi trasferirti e poi fare domanda all’Ambasciata per essere iscritto all’Aire, ma questa cosa non è vera! Consiglio a tutti di fare esattamente il contrario. Di recarsi presso il proprio Comune e farsi cancellare dalle liste dei residenti, per poi perfezionare l’iscrizione all’Aire nel paese di destinazione. Il percorso al contrario è molto più laborioso. Anche su queste piccole cose all’inizio ti stressi. Sarò regolare o irregolare. In realtà è molto più semplice di quello che appare, ma essendo cose che le fai per la prima volta, e non spesso, perché via dall’Italia ci andrai una volta sola, ti senti teso.

La prima volta che sono sbarcato a Malta mi sono sentito piacevolmente colpito. Questo è un paese stranissimo, per alcuni scorci sembra Montecarlo, per altri sembra Ibiza, per altri ancora sembra il Cairo. È un paese in divenire. C’è un crogiolo di culture, si vede che è un paese al centro del Mediterraneo abituato ad avere flussi da tutta l’Europa e dal Medio Oriente, pertanto alla fine si conferma essere così.

Ho pochi rimpianti, se devo dare un voto alla mia vita è 10 prima e 10 dopo.
Casa è dove sta la mia famiglia, potrebbe anche essere una baracca ma se c’è mia moglie e le mie figlie quella è casa.
Dell’Italia forse mi manca un po’ il freddo, oggi è il primo dicembre e qui fa un caldo boia.
Se c’è una cosa che non mi manca per nulla è la politica italiana.
Da 1 a 10 mi sento ancora italiano 10.

L’unica cosa che ho sbagliato qui a Malta è stata il commercialista, ma l’ho cambiato perciò a posteriori forse l’avrei cambiato un po’ prima.
Se potessi parlare a tutti gli italiani  consiglierei a tutti o di trasferirsi o di far la rivoluzione, perché così non si va da nessuna parte.

Il rapporto con gli altri italiani all’estero è ottimo. Io l’emigrante con la valigia di cartone non l’ho incontrato. Ho trovato persone con delle professionalità, anche coraggiosi, tanti hanno fatto il salto senza avere la rete, quindi “chapeau!”, io ho un sacco di amici qui.

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Massimo Cavalli: imprenditore italiano a Malta ultima modifica: 2016-05-21T19:50:02+00:00 da Gerardo