Ilaria De Luca, a Malta da 4 anni e mezzo.

Ilaria è arrivata a Malta con un progetto ma senza particolari aspettative, il suo obiettivo era quello di lasciare l’Italia, paese dove non si sentiva a suo completo agio. Mamma due volte, la prima in Italia, la seconda a Malta, dopo il nuovo arrivato si appresta ora a ripartire con la sua attività legata allo studio dell’inglese. Questa è la sua storia.

Mi chiamo Ilaria, sono una mamma di una bimba di 12 anni e un bambino di 1 anno e qualche mese, vivo a Malta da 4 anni e mezzo, attualmente faccio la mamma ma quest’anno vorrei ricominciare a lavorare.

In Italia lavoravo come assistente in amministrazione, un lavoro da impiegata, routine tutti i giorni, al solita vita noiosa, facevo la mamma anche lì. La motivazione più grande del mio trasferimento era innanzitutto il lasciare l’Italia, uscire da un paese che non mi faceva sentire a mio agio. Mi sono sempre sentita cittadina del mondo, purtroppo l’Italia non ne faceva parte. Un’altra motivazione era il desiderio di conoscere una nuova lingua, che a Malta era l’inglese come mezzo di comunicazione a 360°. Non avevo aspettative, qualsiasi cosa sarebbe andata bene.

Sono arrivata a Malta con molta fortuna prendendo parte al progetto Leonardo, quindi con una borsa di studio, ho fatto un periodo di training ed uno di apprendimento. Aspettative particolari non ne avevo, per me era importante imparare l’inglese ed andar via dall’Italia. Poi sono arrivata a Malta e c’era il sole, il mare, il clima mite, la gente, un ambiente molto accogliente.

A Malta ho trovato un’apertura mentale notevole nel conoscere nuove culture, più che nel conoscere nel vivere insieme ad altre culture. Essendo un’isola piccolissima, incontrare dall’asiatico all’australiano, al mussulmano, in qualsiasi angolo ti trovi, è fantastico.

Malta mi ha dato la possibilità innanzitutto di comprarmi una casa nel giro di un anno, forse partendo da zero, la mia grande rivincita rispetto l’Italia.

A Malta ho avuto l’opportunità di fare qualcosa, poi ovviamente con la nascita del bambino tutto si è un po’ rallentato, ora che reinizio sono convinta che, se una persona si impegna, se è costante, ha buona volontà ed è onesta, i risultati arrivano, cosa che purtroppo in Italia non mi sembra tanto possibile. Se uno ha un’idea e la vuole mettere in pratica diventa difficile. C’è la burocrazia, i costi da sostenere, gli impedimenti che comunque ci sono… Qui hai un’idea, la valuti, ti fai un business plan, vedi cosa serve e inizi.

Ho partorito a Roma e mi sono trovata malissimo, un ospedale grandissimo che sembrava più una fabbrica di bambini piuttosto che un momento dove c’è bisogno di calma, relax, di intimità. Qui ho trovato una struttura più piccola, sarò anche stata fortunata, nella vita bisogna anche esserlo, ho trovato più accoglienza, più umanità. Nella stessa struttura c’erano delle stanze adibite al travaglio, ma anche quelle dove stare con il neonato.

Di raffronti se ne fanno tutti i giorni, dal piatto alla strada quando vedi come guidano, poi ti rendi conto che vale il detto “paese che vai gente che trovi”, è giusto rispettare la loro cultura, il loro paese, le loro abitudini. Qui apprezzo i ritmi di vita, sono fantastici, più calmi dell’Italia.

Se devo dare un voto alla mia vita, prima e dopo, partiamo da un 6 ed arriviamo ad un 9 e mezzo. Casa è quel posto dove ti senti bene, dove senti che ti appartiene, io qui lo provo. Non ho nulla da cambiare, va bene così nella mia vita a Malta, nel bene e nel male, anche gli errori servono per capire, tengo tutto.

La cosa che mi manca dell’Italia è il cibo, penso che sia la cosa che manca un po’ a tutti gli espatriati. Sono una persona molto attenta, ho forse difficoltà a reperire prodotti di qualità un pochino più alta, biologici.

La mia impressione è che Malta va molto bene per le famiglie, le persone che hanno figli, che hanno bisogno di essere stanziali, gli può andare bene. Per i giovani è un’isola e certamente ha i suoi limiti, l’impressione è che possono venire, visitare l’isola, ma poi vanno oltre. Le famiglie hanno esigenze diverse, tendono a fermarsi di più, a cercare maggiormente la stabilità. Io personalmente non mi sento isolata, Malta è piccola ma è abbastanza estesa per muoversi senza però il caos di Roma o Milano, seppure ha quasi 500.000 residenti, le persone non sono stressate come in una grande città.

L’obiettivo in questo 2015 è tornare a lavorare, ho un progetto per seguire le persone che vogliono venire a Malta a studiare inglese, accompagnandole nella scelta dell’alloggio, la scuola, tutto in base alle loro esigenze.

E’ un passo importante, specialmente se fatto da adulto, vuol dire rimettersi in gioco, fermarsi, mettersi a studiare, lasciare il lavoro talvolta. Forse perché l’ho fatto prima io, questa cosa la faccio veramente con il cuore, mi piace unire la passione al lavoro, questo è il mio progetto per questo anno. Per chi vuole contattarmi ho una pagina Facebook, si chiama Studiare a Malta. L’inglese è importante al 200%, non si può più pensare di sapere solo la propria lingua, di rimanere nel proprio paese, specialmente per i ragazzi e per i giovani. Anche il contadino oggi può zappare la terra e nel contempo essere connesso al mondo tramite internet, quindi far conoscere le proprie esperienze, il proprio prodotto, oggi con internet siamo tutti lontani e nel contempo molto vicini, ma se non parli la stessa lingua come fai a capirti? Il linguaggio è il primo approccio verso un’altra persona, oggi l’inglese è la lingua che è stata scelta come linguaggio globale, chi vuol essere aperto verso il mondo può adattarsi, rispettando nel contempo chi non vuole farlo.

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Ilaria De luca – una donna italiana a Malta ultima modifica: 2015-02-18T13:47:49+00:00 da Italiani a Malta
  • Maurizio Signorini

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