Francesco Trimboli, un avvocato italiano a Malta. L’abbiamo incontrato nella sede della Camera di Commercio italiana a Malta.

Io sono un avvocato, mi occupo di diritto bancario contro le banche, assisto i consumatori e gli utenti bancari, rappresento inoltre l’Associazione Adusbef, che è l’Associazione degli utenti dei servizi bancari e finanziari. Opero a Milano come avvocato dal 1998, ho tre sedi, una a Milano in centro, l’altra a Monza e l’ultima a Roma.

Malta è l’isola felice per quanto mi riguarda, sono arrivato per la prima volta nel 1998, eravamo con un’associazione di studenti in Legge che si chiama Elsa, che è l’acronimo di European Law Student’s Association, è diffusa in tutta Europa che organizza saltuariamente dei Council Meeting, cioè la riunione di tutti i delegati da tutta Europa, in pratica tra i 300 ed i 350 studenti che ne rappresentano circa 40.000, che si riuniscono per portare avanti i lavori di questa associazione. In questa occasione, mi ricordo ancora perché è stata un’esperienza bellissima, eravamo a St Julian’s Paceville a Villa Rosa. Devo premettere che a quell’epoca a Villa Rosa ci stava soltanto la villa e quello che oggi è il Fuego era un chioschetto di gelati Algida. Ritorno 10 anni dopo per trovare una piccola Las Vegas! Di fatto, dove c’erano gli alberi di ulivo, mi ritrovo i centri commerciali, dove c’era il chioschetto c’è il il Fuego che è stato per altro uno dei locali più battuti durante il mio anno sabbatico. Dopo esser ritornato nel 2008, per ragioni finalmente professionali, visto che nel frattempo ero diventato avvocato, decisi di venire ad approfondire la lingua inglese con l’aspirazione di entrare nelle università americane. Poi in realtà presi il Toefl, per pochi punti, in quanto presi 103 contro i 105 che servivano, per di più ero già papà di due figli, e quindi alla fine ho abbandonato il sogno americano, anche perché di fatto l’avevo già vissuto e magari in un’altra occasione vi racconterò il perché, ho ridimensionato i miei progetti formativi e sono venuto qui a Malta anche lavorativamente.

Da 2008 di fatto ho avviato un business connesso alla mia attività professionale ed ho iniziato a conoscere l’attività di Malta grazie anche ad un collega che avevo conosciuto ai tempi, che era anche lui socio di questa associazione Elsa, persona con cui ho una forte amicizia che è rimasta nel tempo, abbinando l’attività imprenditoriale a quella professionale. In relazione all’attività imprenditoriale è gestita da tecnici che lavorano in base a mie specifiche esigenze. In Italia avevo elaborato dei sistemi di ricalcolo degli interessi bancari, in virtù di alcune nullità che come associazione abbiamo sollevato e, grazie a Dio, ottenuto il favore della Giurisprudenza, generano tutta una serie di effetti molto virtuosi per i correntisti, un po’ meno per le banche, penalizzanti oserei dire, essi hanno hanno generato degli ottimi risultati. Io facevo questa attività in Italia già nel 2008, ad oggi è diventato quasi un mestiere, uno sbocco occupazionale, noi dell’Adusbef siamo stati i primi a farlo, abbiamo aperto tutta una serie di cause aprendo un filone che di fatto negli anni si è rivelato un polmone d’ossigeno per tanti imprenditori che, come sapete, vessati dalle banche, hanno trovato in questa situazione delle vere e proprie boccate d’ossigeno finanziarie. Io avevo elaborato dei miei conteggi che, dovendoli fatturare inizialmente io come professionista, dovevo non solo pagarci come professionista la cassa avvocati, ma andavo a pagare un’aliquota fiscale molto elevata. Questo mio collega mi disse di valutare questa opportunità, che qui ci sono delle persone molto preparate, ed in effetti ho trovato dei bravi professionisti, ahimè qualcuno anche molto meno, però devo dire che da un punto di vista professionale qui c’è una buona educazione. Ho così formato alcuni tecnici contabili sulla base di quelle che erano le mie esigenze di avvocato trovando una buona accoppiata. Io indirizzo direttamente i clienti italiani verso questa società maltese che elabora i conteggi, chiaramente nel tempo ci siamo evoluti, siamo passati dai conti correnti ai mutui, ai leasing e quant’altro, se avessimo dovuto farlo in Italia sarebbe stato gravoso, siccome i dati si possono facilmente trasferire, io faccio l’avvocato e loro fanno i tecnici, formando poi dei tecnici italiani che vanno poi in udienza a difendere i clienti italiani dal punto di vista tecnico.

E’ doveroso fare una distinzione, non per essere campanilista o razzista, ma in Italia noi abbiamo due popolazioni, quella del sud e quella del nord. Io ho avuto la fortuna di emigrare e conoscere entrambe le situazioni, sono cresciuto sino a 18 anni in Calabria, in quell’angolo di paradiso chiamato Soverato, così lo definisco affettuosamente, poi mi sono di fatto radicato a Milano dove emigrai per ragioni di studio. Andai a studiare giurisprudenza alla Statale di Milano e dopo averci vissuto per venti anni ho avuto la fortuna di conoscere anche questo ambiente. I due tipi di italiani sono radicalmente diversi, quelli del meridione hanno delle priorità differenti, c’è più latinicità, c’è più calore nella gente, meno interesse, cioè l’interesse c’è dappertutto sia a nord che a sud, sia a Malta che in Islanda, quello è una cosa comune ma ci sono diverse priorità. L’italiano che arriva dal meridione, il più delle volte, è un italiano in cerca di occupazione, è un italiano che vede Malta come un’opportunità di lavoro, parte dal suo background che è un’educazione molto meno rigorosa di quella che può essere quella di Milano, o quella britannica che qui è molto presente, qui si trova ad avere un impatto traumatico per certi aspetti. Dall’altro fronte anche il milanese lo ha, come me che professionalmente ho un approccio di questo tipo, effettivamente in alcuni casi mi trovo molto in difficoltà. Perché?

Il maltese è un soggetto fantastico, è un compromesso stupendo tra l’educazione britannica e lo spirito latino. Di fatto se unisci quei difetti del mediterraneo, cioè il non avere stress, qui non c’è stress, cosa che rende Malta molta diversa da Milano e da tutti quei luoghi che chiamiamo sviluppati, se di sviluppo si può parlare. Per quanto mi riguarda il vero sviluppo è la felicità della gente e su questo Napoli insegna al mondo come si può vivere senza stress. L’esempio classico lo hai quando sei in macchina, sbagli il lato della strada e ti infili dalla parte sbagliata, non ho mai visto nessuno che suona, c’è l’eccezione ma sarà un britannico o un milanese di passaggio che si arrabbia, di base la gente non suona, a Milano sbagli la freccia e la gente ti fucila. Questo ti da un senso della vita che poi è quello che io adoro nel mio piccolo angolo di paradiso che è Soverato,, dove la vita si vive a dimensione umana.

A Malta c’è anche questo compromesso ma il problema si pone se si viene come son venuto io nel 2008, ti fermi nella scuola per sei mesi, ovviamente continuando ad andare su e giù per lavorare, lì è stato un anno sabbatico in cui la goliardia ha preso il sopravvento sul lavoro, quando sono venuto invece per cominciare a viverci è stato diverso. Dopo quattro anni di meritato riposo a seguito di 20 anni di stress frenetico milanese, un giorno mi sono guardato allo specchio ed ho detto “io che ci sto a fare a Milano?”. Io dico sempre che a Milano c’è la sindrome del criceto, lui sta nella ruota e deve sempre correre, beh a Milano è la stessa cosa, devi sempre correre perché se ti fermi ti cappotti. Questa è la sindrome del criceto che poi ti genera tutta una serie di problemi che ti fanno perdere di vista la cose importanti della vita. Io ho avuto anche un piccolo dramma familiare, grazie a Dio risolto, però mi rendevo conto che di fronte ad una sorella che stava male e rischiava di morire io ero impegnato per un cliente, perché i clienti a Milano vogliono le cose subito pronte, poi magari non ti paga e gli devi pignorare casa per farti pagare. Io mi sono guardato e mi son detto, fermiamoci un attimo. Milano è quell’ambiente in cui, quando sei un professionista, sei da solo , non ti puoi fare pubblicità, partivo alle 7 di mattina che i miei bimbi dormivano, tornavo alle 9, magari cena di lavoro anche alle 11 o alle 12 e loro dormivano. Sabato e domenica arrivavo a casa, i bimbi volevano giocare con me ma io ero consumato, non ce la facevo, sentivo il bisogno di staccare. C’è gente che paga miliardi per avere i bimbi ed io che di fatto li avevo ma non li sopportavo perché ero stanco. Mi son guardato e mi son detto, è andata bene fino ad ora, perché di fatto mi è andata di lusso, ma io devo continuare a fare questa vita? Per quale motivo?

Così ho preso la decisione di portare i miei figli prima in Calabria, dove ho passato questi 4 anni fantastici in cui lo stress non sai dove sta di casa, vicino ai miei genitori, che mi sono goduto e continuo a godere ora che sono lucidi e vegeti, perché capita, e questo è un motivo che mi ha portato a vivere giù, che tanti emigrati tornano a casa per mettere il padre al cimitero, e ti assicuro che è straziante. Ho visto tanti amici che mi hanno detto noi siamo andati fuori per studiare, poi ci siamo trovati bene per lavorare, ma dov’è la nostra vita, dove sono i nostri affetti, quali sono le cose importanti della vita? I soldi? Se sono i soldi sarei stato a Milano, ne avrei fatti tanti di più, ma alla fine poi, chi se li godeva? Così me ne sono venuto prima in Calabria dove sono stato 4 anni, dopo questo periodo di meritato riposo con mia moglie abbiamo pensato di venire a Malta. Durante l’anno sabbatico avevo infatti fatto studiare la mia piccolina al Noddy’s Kindergarden, un luogo stupendo con una signora molto rigida, Annalisa Coppini, è stato un mese dove anche mia moglie ha frequentato un corso d’inglese, io continuavo il mio corso di sei mesi, ovviamente ogni due o tre week end dovevo salire a Milano per delle cose importanti che non potevo delegare, e questo è stato il primo impatto reale con Malta.

Devo dire che a parte questa rigidità che ho trovato ho constatato un modo diverso di fare le cose, parlo di scuola. Facendo un paragone con quella di Milano, se mandi un bimbo all’asilo nido, ahimè per le leggi che abbiamo solidali nei confronti di tutto il mondo, tutto il mondo viene prima e noi arriviamo per ultimi, di fatto io abitavo a Rho dove ora c’è l’Expo e per mandare mio figlio alla scuola pubblica dovevo aspettare in graduatoria, preciso che non sono razzista e mi sento assolutamente liberale, i calabresi sono aperti a tutto, si dice che l’ospite di un calabrese sta meglio di un re ed è vero, però secondo me è una questione di priorità. Se io pago delle tasse a Milano, non voglio fare il milanese lavoro, guadagno, pago e pretendo, però se io ti pago le tasse pretendo che ci sia prima mio figlio ad andarci in un asilo nido. Non che debba esser io a pagare 800, 900 Euro di retta mensile, a Milano i prezzi sono questi, e non poterlo mandare in una scuola pubblica per la quale pago le tasse. Mi son detto, adiamo giù, le rette qui sono sensibilmente inferiori ed il livello di istruzione è spaventosamente più alto. Ciò non perché in Italia non siamo capaci di insegnare, abbiamo delle scuole pubbliche che sono fantastiche, ma perché alla fine si ha un rapporto prezzo qualità, se vogliamo. Abbiamo un rapporto totalmente sballato, qui abbiamo delle strutture private che quindi hanno l’interesse a dare un buon servizio, in Italia abbiamo purtroppo un esercito di impiegati dipendenti che non hanno alcun tipo di motivazione a fare scuola, e quei pochi che ce l’hanno, persone fantastiche, che se ci fossero degli incentivi al valore, sarebbero dei professoroni che a Robin Williams lo metterebbero veramente sotto il gomito, perchè ci mettono la passione. Ahimè questo si trova molto di più nel sud d’Italia, dove magari abbiamo scuole fatiscenti ma persone umane, che non nel nord Italia dove la gente va lì solo per prendersi lo stipendio. Sono arrivato qui a Malta e sono stato molto contento di quello che la mia bimba ha imparato anche solo in un mese, mia moglie ha studiato inglese ed io perfezionavo il mio.

Così sono passati questi 4 anni e con mia moglie abbiamo pensato perché non tornare a Malta, a me non cambiava nulla stare a Soverato o stare a Malta, anzi l’unica cosa che cambiava era che da lì dovevo arrivare a Lamezia, e ti dovevi sempre far accompagnare, in Calabria non abbiamo una navetta da Soverato a Lamezia. Qui c’è il bus X2, lo prendi ed arrivi in aeroporto, grazie a mamma Ryan Air alla quale dovrebbe esser fatta una statua, finalmente c’ha affrancato dall’Alitalia, se penso che pagavamo più per andare da Lamezia a Milano che non da Milano a New York. Hai un’idea di come questo paese, che sottolineo è il più bel paese al mondo, paesaggisticamente, umanamente, ma siamo il peggior stato, non solo d’Europa secondo me, perché c’è la Grecia che pare superarci, ma abbiamo un sistema troppo corrotto, ma questo è un altro argomento.

Fine prima parte

Francesco Trimboli – un avvocato italiano a Malta ultima modifica: 2015-04-15T06:40:00+00:00 da Redazione
  • paky

    Una santa verita…..complimenti!