Fabrizio Longaretti, 48 anni, ristoratore.

La cadenza dialettale di Fabrizio colloca inevitabilmente la sua origine in Sardegna, da un’isola così importante ad un’altra isola il passo è stato inevitabile. Nel suo locale, I due Sardi, pizzeria e spaghettoteca a Saint Paul’s Bay, ci sediamo al tavolo poco prima dell’apertura, proviamo a farci una chiacchierata sulle motivazioni della sua scelta di espatriare e sulla sua nuova vita a Malta.

La spinta a cambiare paese è stata il vedere l’Italia andare sempre più a picco, vedere le istituzioni sempre più assenti, io ho fatto sempre l’imprenditore ed ho visto che la politica non faceva altro che impedirmi di svolgere la mia attività.

Le conferme alle mie aspettative sono state l’economia abbastanza fiorente rispetto l’Italia, una burocrazia minima, le imposte ad un livello ragionevole, la facilità con la quale si può fare impresa. Qualche volta faccio i raffronti, non sempre, quelli relativi all’attività sono sempre a vantaggio di Malta. Non ho un bel ricordo in particolare da quando sono arrivato, sono qui da troppo poco tempo.

Quello che apprezzo di questa nuova vita a Malta è la possibilità di poter ricominciare, la facoltà di fare e di vivere per quello che valgo, il condurre una vita più serena, il giusto valore che viene dato alle competenze, non è indispensabile essere l’amico di, o il parente di, per poter fare qualcosa. Quello che mi ha colpito è che qui viene valorizzata la persona, a prescindere da come si veste, da quello che può essere il primo impatto, così come usiamo giudicare le persone noi italiani. A Malta ho visto gente che a guardarli con il mio vecchio metro non gli avrei dato una Lira, invece sono milionari, ma molto umili, persone veramente alla mano.

Casa è il posto dove ti senti a tuo agio, dove ti senti accolto, dove puoi esprimerti e vivere bene, tu e la tua famiglia. Io vengo dalla Sardegna, ciò che mi manca sono i paesaggi, il luogo, la geografia. Dell’Italia non mi manca per nulla l’angoscia quotidiana della burocrazia, l’ansia delle cartelle esattoriali, il sedici del mese e l’F24, l’angoscia di avere un controllo della Guardia di Finanza a sorpresa, dei mille e mille enti di controllo, o di soppressione, che purtroppo esistono per gli imprenditori. Qui è molto più semplice, i maltesi sono bella gente, sono molto più alla mano, non è comunque da sbracarsi, c’è da mantenere un minimo di bon ton.

Se potessi cambiare qualcosa in questa esperienza all’estero, anche se è una cosa personale, sono degli investimenti sbagliati che ho fatto all’inizio, appena arrivato, forse un po’ troppo azzardati.

Il rapporto con gli altri italiani non si può generalizzare, come non lo si può fare per i maltesi la stessa cosa vale per gli italiani, il rapporto è buono, perlomeno con quelli con cui ho un rapporto personale, sui social c’è sempre invece uno scambio di opinioni, ma quelli non fanno testo.

Quando torno in Italia la prima cosa che faccio è riempirmi gli occhi di quello che vedo, del panorama, anche quando sbarco in Sicilia, sono le bellezze naturali che mi colpiscono, quando rientro a Malta penso che sono tornato a casa, mi ci sento ora.

Se devo dare un voto alla mia vita realmente prima non era male, qui l’attività imprenditoriale l’abbiamo avviata da poco, perciò non posso darle un voto, sulla vita invece è tra un sette e l’otto. Da uno a dieci mi sento sardo 10 anche se il mio modo di pensare si sta globalizzando.

Quello che mi andrebbe di dire è che chi ha deciso di stare lì faccia qualcosa perché l’Italia non continui ad affondare. Chi come me non si sente di combattere per vari motivi, ho tre figli, non posso passare le giornate in piazza a lottare, devo produrre, chi è nella mia stessa situazione, e non vuole restare, è meglio che se ne vada.

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Fabrizio Longaretti – ristoratore italiano a Malta ultima modifica: 2015-02-27T10:48:13+00:00 da Redazione