Eride Lonati, 27 anni, laureata in mediazione linguistica e culturale, blogger.

 

Cala la sera presto nei mesi invernali ma a Paceville c’è ancora gente in giro, le ultime luci del grattacielo blu sono ancora accese, ai suoi piedi c’è il Caffè Portomaso che ci ospita per questa intervista ad Eride, una ragazza italiana, da meno di due anni sull’isola con il suo compagno. Da Varese a Malta il passo è stato breve, un po’ per spirito d’avventura, un po’ per intraprendere una nuova esperienza di vita. Eride apprezza quello che Malta le ha dato, lavoro ed indipendenza, non poco per una ragazza giovane come lei, ascoltiamola.

Tendenzialmente la causa del mio trasferimento è stata il lavoro, in realtà è stata una decisione abbastanza particolare, un nostro amico viveva già a Malta ed un giorno ci dice, “Perché non venite a cercare lavoro qui a Malta?”. La nostra risposta è stata “Perché no?”. Abbiamo guardato subito dei voli low-cost, ne abbiamo preso uno pagandolo pochissimo, eravamo appena laureati e di soldi non è che ce ne fossero. Siamo venuti qui a trovarlo, siamo stati circa cinque giorni, io nel frattempo ho praticamente tappezzato di proposte di collaborazione tutte le scuole di inglese, sono laureata in lingue anche se non qualificata ad insegnare, volevo inserirmi nell’ambiente. Dopo breve mi hanno richiamata e così mi sono trasferita.

Avevo delle aspettative abbastanza positive, partivo già da una situazione in cui, lavorativamente parlando, non avevo nulla a Varese, mi ero appena laureata, ero appena tornata da un altro periodo all’estero. Il fatto che appena consegnato il curriculum mi hanno chiamato quasi subito, di fatto mi ha dato una bella spinta. L’aspettativa di poter comunicare con tutti in inglese è stata confermata, pure il fatto che, nel mio piccolo, riesco ad adattarmi a nuove situazioni anche in un paese straniero.

Di raffronti, si, ne ho fatti. L’indipendenza, quella è fondamentale, ogni tanto quando torno a casa dai miei genitori questa autonomia mi manca, mi piace tanto tornare ma non ho questa libertà.

A Malta ho partecipato a tante iniziative, festival e concerti, cosa che prima non avevo fatto a Varese, questo fatto mi è piaciuto tanto. Da questa esperienza di vita sull’isola ho imparato a vivere, e sopravvivere, da sola. Ho il mio stipendio e me lo gestisco in autonomia, ovviamente continuo ad imparare ogni giorno, devo pensare a quelle che sono le mansioni di casa come pulire o fare la lavatrice, devo andare a fare la spesa, ho questa cosa in frigorifero che mi scade, ho questa persona che non conosco che mi ha proposto di fare un’intervista (sic), tutte queste realtà che io definirei cose da adulto, ed in effetti lo sono!

La prima volta che sono sbarcata a Malta ho pensato: “Ma dove sono venuta a cercare lavoro?”. La primissima impressione è stata proprio brutta, appena scesa dall’aereo, non avendo un’idea precisa sull’architettura e sulla geografia di Malta, sono rimasta scossa a vedere queste case in stile simil-arabo, il caldo opprimente. Quando invece sono tornata per fare il colloquio di lavoro l’approccio è stato migliore, poi, quando infine mi sono trasferita, avevo già accettato questa cosa.

Casa per me è sentirsi a proprio agio, quando sei a lavoro e pensi “ora vado a casa finalmente”. Casa è poter mangiare tranquillamente, farsi una doccia rilassante, i propri cari, il mio ragazzo nel mio caso. Dell’Italia mi mancano gli amici e la famiglia. Non mi manca l’assenza di eventi, manifestazioni.

Ho tanti amici italiani a Malta, è quasi impossibile non averne, l’isola è piena di connazionali, è un rapporto buono, siamo tanti e sullo stesso livello, non è la prima esperienza all’estero, abbiamo studiato tutti fino ad una certa età, abbiamo più o meno le stesse aspettative nella vita. Io penso che qui a Malta ci sono due mondi totalmente diversi, quelli che sono venuti qui per disperazione e quelli che cercano un’occasione di carriera.

Quando rientro in Italia la prima cosa che faccio è quella di andare a mangiare una pizza, quando torno a Malta mi preoccupo invece del freddo che troverò in casa, dato il periodo invernale. Diversamente penso che torno a casa, anche questa è casa ormai.

Un voto alla mia vita prima e dopo? Un sei in Italia, ora un otto abbondante, si può fare sempre di meglio, per questo motivo non arrivo al dieci. La cittadinanza? Mi sento una cittadina del mondo.

Agli italiani direi che c’è un mondo intero che aspetta di essere visitato, vissuto, guardato, scoperto. La mia prima esperienza all’estero è stata con il progetto di studio Erasmus, da quella volta ho sempre pensato che dovrebbe essere obbligatorio all’università, una cosa che bisogna assolutamente fare.

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Eride Lonati – una giovane italiana a Malta ultima modifica: 2015-03-09T19:07:44+00:00 da Redazione