Emanuela Morabito, 39 anni, art director ora mamma, Andrea La Fauci, 38 anni, sistemista.

Parlo italiano, sono nato in Sicilia ma non mi sento tanto italiano da dire “bella l’Italia”.

Mi è piaciuta subito l’idea di un’intervista di coppia, una giovane famiglia con un bimbo piccolo che ci racconta i primi due anni e mezzo della loro vita a Malta. Ci incontriamo in un bellissimo playground (parco giochi) a Pembroke, poco distante da Saint Julian, mentre il piccolo gioca abbiamo il tempo per scambiare due parole con Emanuela ed Andrea, due persone che hanno scelto Malta quale base per la loro nuova vita e soprattutto per quella di loro figlio.

Emanuela. Diciamo prima di tutto che se non fosse stato per Andrea probabilmente non saremmo a Malta.
Andrea. Siamo venuti perché eravamo un po’ stanchi di vivere a Roma, era diventato un po’ troppo stressante lo stile di vita, ho così iniziato a mandare un po’ di curriculum in giro e sono arrivate alcune offerte, dall’Inghilterra, dall’Irlanda e poi una da Malta, valutando il costo della vita, pro e contro, abbiamo deciso di spostarci qui due anni e mezzo fa.

Andrea. La principale conferma a Malta è stata la meritocrazia che qui è una cosa tangibile, contrariamente all’Italia dove devi conoscere più o meno qualcuno, non è importante quanto sei bravo a fare quello che fai, la differenza è notevole.

Emanuela. Io credo che in generale, anche se fossimo stati in Italia, un minimo di raffronti si fanno sempre, per ogni cosa, inevitabilmente, quindi li abbiamo fatti. Non necessariamente raffronti negativi o positivi, semplicemente la differenza nel vivere tra un posto e l’altro, quello che è.

Una cosa che mi ha colpito moltissimo, per la quale non ero preparata e ne sono piacevolmente sorpresa, è effettivamente quello che questa vita sta dando a nostro figlio, le opportunità che noi stiamo cercando di offrire a lui e quello che l’isola Malta offre ad un bambino, già questo conta molto.

Emanuela. Io ho un bellissimo ricordo di quando mio figlio ha indossato per la prima volta la divisa scolastica, lui era tutto contento e fiero di indossarla, aveva due anni e mezzo, non sapeva dove andare, ma camminava felice.
Andrea.

Io non ho un momento in particolare, all’inizio è stato traumatico in realtà, era tutto totalmente nuovo rispetto a quello a cui ero abituato, però da un punto di vista professionale l’impatto è stato estremamente positivo, mi ha cambiato decisamente, dandomi maggiore sicurezza in me stesso e nelle mie capacità, questa è la cosa che più mi ha sorpreso e mi sorprende di quest’isola.

Emanuela. La sensazione che ho provato la prima volta che sono sbarcata sull’isola era quella di sentirmi in vacanza, è durata parecchio questa cosa poi ho preso coscienza che vivevo qui, non è stato traumatico, molto piacevole perché è stato molto graduale.

Emanuela. Per me casa è la mia famiglia, non l’edificio, dove è la mia famiglia è la mia casa, in qualunque luogo, in qualunque momento. Non nego che i parenti e le amicizie mi possano mancare, queste sono cose che innegabilmente mancano moltissimo, però mi ritengo fortunata perché ho conosciuto altrettanta bella gente qui a Malta, italiana, straniera o maltese che sia, è stata una piacevole sorpresa.

Andrea. Qualcosa che non mi manca per nulla è il traffico per fare 13 km al mattino fino all’ufficio a Roma, un viaggio atroce. Poi il caos, lo stress al quale eravamo sottoposti quando stavamo lì.
Emanuela. Vivere in una città come Roma era quasi come se sentissi l’esigenza di organizzare sempre la tua vita, qui è completamente diverso, qui puoi decidere lì per lì cosa fare, ti organizzi nei limiti del possibile, senza impazzire. Lo stress e l’ansia che puoi provare in una grande città che può avere mille vantaggi, non lo nego, non li provi, qui è molto più rilassante.

Emanuela. Non c’è una cosa di cui mi pento, per il momento siamo molto felici.

Emanuela. Il rapporto con gli altri italiani sull’isola secondo me è incredibile, è quasi come se fossi già amico, se hai bisogno di consigli, anche cose molto semplici, se ti rivolgi ad un tuo connazionale hai subito la risposta, non ci sono blocchi.

Quando conosci una persona generalmente c’è un po’ di timidezza, qui invece pare che gli ostacoli gli hai già superati, vai direttamente al sodo, io trovo che questa sia una cosa magnifica, ad esempio qui non esistono differenze tra nord e sud, è fantastico.

Emanuela. Il voto prima era sette, non posso negare, non vivevo male nella mia città, ci sono cresciuta, ci sono nata, so che cosa vuol dire. Non nego che qui è un 8, 8 e mezzo, perché la tranquillità, il relax e la mancanza d’ansia. Si, mi piacerebbe ricominciare a lavorare come una volta, questo non c’è dubbio, per me è fondamentale, ho sempre lavorato nella mia vita, mi piacerebbe riprendere quel cammino, magari in maniera diversa, non necessariamente come prima, adesso ho anche un altro obiettivo, un altro scopo nella vita, ho altre esigenze, l’unica cosa che mi manca un pochino è riprendere quella autonomia professionale che avevo una volta. Qui a Malta almeno 8 e mezzo perché, vivi bene, rilassata, non hai più quell’ansia, incontri le persone e ti salutano, c’è il sole, il mare, ed ogni giorno lo posso vedere, questo fa tanto nella vita, almeno per me.

Andrea. Il primo pensiero quando rientriamo in Italia è che dopo due giorni stiamo già a pensare quando ritorniamo a Malta.
Emanuela. Non lo so, non c’ho mai pensato.
E quando ritornate a Malta?
Andrea. Finalmente a casa. Emanuela. Direi di si. Finalmente il mare, finalmente il sole, finalmente il relax.
Andrea. Andando spesso a Roma o in Sicilia dove vivono le nostre famiglie, abbiamo di nuovo bisogno della nostra indipendenza, abbiamo voglia di tornare a casa. Andando in un luogo che visiti da turista la cosa è diversa.
Emanuela. Io mi sono sempre sentita italiana e penso che mi sentirò sempre tale, provengo da uno splendido paese, non posso negare che è un posto bellissimo, però probabilmente non dico che sto cominciando a sentirmi maltese, ma a casa si.

Andrea. Se potessi parlare agli italiani rispetto a questa esperienza di vita all’estero gli direi che se hanno l’opportunità di muoversi e di fare esperienza al di fuori dell’Italia è un’ottima cosa e dovrebbero cogliere la palla al volo, prima possibile. Io non mi sono mai sentito italiano, per me lo Stato italiano non ha mai fatto tanto da permettersi la mia riconoscenza, da piccolo questa consapevolezza non l’avevo, l’ho acquisita con gli anni, parlo italiano, sono nato in Sicilia ma non mi sento tanto italiano da dire “bella l’Italia”.

Emanuela. Se si ha l’opportunità di andare a vivere all’estero, Malta in questo caso, consiglio di farlo perché automaticamente dai una chance in più a tuo figlio anche solo per la lingua. Mio figlio parla già italiano ed inglese, domani parlerà anche maltese, incontrerà un bambino spagnolo ed imparerà un’altra lingua, piuttosto che l’ungherese o altro. Hanno già una visione della vita e del mondo molto più aperta della nostra. Io trovo che ciò sia fondamentale per superare gli ostacoli della vita che prima o poi ti mette davanti, una cosa molto importante che dobbiamo garantirgli, che dobbiamo provare a dargli.

 

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Emanuela ed Andrea a Pembroke Malta

Emanuela ed Andrea a Malta

Emanuela ed Andrea a Malta

Emanuela e Andrea Malta

Emanuela Morabito Andrea La Fauci – una famiglia italiana a Malta ultima modifica: 2015-02-17T09:24:31+00:00 da Italiani a Malta
  • Mat

    Ciao, la storia di Andrea ed Emanuela mi ha colpito più di tutte le altre perché la loro storia è simile alla nostra.
    Io sono uno sviluppatore software e mia moglie casalinga. Anche noi abbiamo un figlio di circa 5 mesi e abbiamo fatto le stesse analisi. Io ho un contratto a tempo indeterminato del vecchio tipo con uno buono stipendio e un discreto ambiente di lavoro a Milano. Nonostante ciò ho sostenuto colloqui preliminari per lavorare a Malta e sono proprio in questi giorni in attesa di risposte.
    Ci piacerebbe entrare in contatto con Andrea ed Emanuela per avere consigli e informazioni, soprattutto con Andrea in modo da poter avere maggiori elementi per valutare se sto facendo la scelta giusta. E magari eliminare molte paure legate al mondo del lavoro.
    Ps. Anche noi siamo siciliani a Milano e non c’è la si fa più in niente.

    Saluti Mat

  • Mbah

    This is really rdoanm, but I am making the MS tissue puffs for my daughters wedding, the little ones that go on the napkins (just have to say thank you for this idea, they are going to look amazing) and I was wondering if you have any tips on storing them and transporting them so that they don’t get crushed? I couldn’t find your e-mail, so I am hoping you read this comment. Still loving your blog, Petie

  • Maurizio Signorini

    Bella testimonianza. Grazie ! Spero di conoscervi presto personalmente.

  • Maurizio Signorini

    Stiamo valutando una collaborazione per il nostro studio medico dentistico di nuova prossima apertura, con una persona che possa gestire segreteria, marketing e public relations. Si tratterebbe di un impegno part time con prospettive di divenire a tempo pieno. Credo che un Art director potrebbe “per definizione” poter fare al caso nostro. Conosciamoci.