La seconda parte dell’intervista all’avvocato Francesco Trimboli

…secondo me il problema maggiore che riscontrano gli immigrati dell’Italia meridionale è quello di cercare comunque di fare sempre i furbi, di non rispettare gli impegni presi, creando così un danno alla comunità italiana nel suo insieme.

Il meridionale si scontra con il maltese che, da questo punto di vista, è un po’ ingannevole. Nel maltese noi percepiamo il nostro stesso calore, siamo entrambi tuffati nel mezzo del Mediterraneo, stesso calore, è inevitabile che tutte le influenze arabe, greche, ci hanno dato un DNA comune. A parte la lingua, molti termini sono proprio dialettali del meridione. Però ti ingannano con quell’approccio amichevole che hanno, che sembra essere molto confidenziale, in realtà poi i maltesi, da buoni furbacchioni che sono, con tutto l’affetto che possiamo avere sono dei furbacchioni, mettono quasi un muro e di punto in bianco ti diventano britannici. Io al mio amico che mi ha portato a Malta dico sei fantastico quando sei latino, ti odio quando fai il britannico. Questo è l’errore più grande che commettono i meridionali, ma anche forse anche tutti gli italiani. Vedono questo spirito , questo calore che c’è nella gente maltese, molto simile a noi. Poi nel momento in cui ti giri, ti accorgi che dall’altra parte diventano britannici, tu ti aspetti quella confidenzialità che il maltese furbescamente, specialmente se ci sono denari di mezzo, si dimentica divenendo britannico.

Sul milanese è diverso. Ne ho diversi di clienti che non sto portando, ed è un messaggio, perdonatemi, che lo devo dare. Forse una speranza che nutro è che gli italiani e forse tutto il popolo dei consumatori ed utenti maltesi, sarà che ho la deformazione professionale da legale dell’ADUSBEF, dovrebbero essere un attimino più attenti ed più uniti nel combattere certe furbizie da maltese. Tante società di largo consumo fanno spesso i furbetti con questo sistema, ti fanno credere di essere amichevoli, dalle agenzie immobiliari alle società telefoniche, soprattutto all’enorme quantità di revisori dei conti. Company services provider delle quali ne trovi di molto professionali, ma che ti chiedono un sacco di soldi, talvolta comunque non all’altezza degli standards milanesi, umbri o napoletani. Se li trovi con un prezzo inferiore ti accorgi che ti fanno andare sulle cose e tu ti ritrovi con i problemi, vuoi per quel discorso della confidenzialità, vuoi anche per una differente impostazione. Mi è capitato che in Italia si paga il commercialista perché si prenda carico di tutto, scadenze e quant’altro, arrivi qui e ti trovi una figura, il company secretary o il director che hanno dei compiti differenti, in genere il commercialista tende a non assumersi il carico di queste incombenze, e neppure ti dicono “se non fai questo sbagli”. Tu, per cercare di risparmiare qualcosina sul segretario ti metti quello di fiducia, e alla fine ti fanno scadere dei termini… su questo c’è molta poca professionalità, sarei quasi tentato di informare l’MSFA su questa situazione. Il problema è che fino a che lo fa l’avvocato Trimboli da solo ovviamente non rende. Tanti italiani che si nota, hanno tutti lo stesso problema, si sono trovati spesso in questa situazione, a dovere non solo pagare ma ad avere delle multe e quant’altro, un po’ perchè c’è l’idea che l’italiano fa le cose così, però se l’italiano non avesse fatto gli spaghetti al pomodoro o ila pizza probabilmente non li avrebbe mai assaggiati nessuno. Alla fine questa è la cosa che mi da fastidio e non solo, pure rabbia. Non è corretto, noi veniamo qui e ci troviamo bene, tanti italiani, ci sarà quello che ogni tanto fa il furbo, ma come c’è in Italia c’è a Malta. Gli italiani sono un esercito di lavoratori che pagano i loro debiti, che pagano le loro tasse, qui ne pagano magari un po’ di meno. Però non per questo non devono ottenere il servizio che pagano e spesso qui non lo si ottiene. Secondo me sarebbe utile che gli italiani cominciassero, non a lamentarsi, però a far presente che se il contratto, facciamoli anche noi i britannici, se io io pago per un servizio è chiaro che tu questo servizio me lo devi dare. Ovviamente ci si approfitta un po’ anche delle differenze linguistiche che ci sono, però il trattato europeo impone ad ogni paese membro di abbattere le barriere linguistiche, per assurdo se io non capisco l’inglese, Malta dovrebbe farmi il contratto in italiano, o comunque dovrebbe far si che la barriera linguistica non sia un problema, questo è scritto. Ovviamente essendo a Malta questa è una mera chimera, così come la tutela del consumatore, per carità, sono entrati da poco, dal 2009 mi sembra, è relativamente poco per un paese, non come noi che l’abbiamo fondata l’Europa, però io penso che su questa cosa si debba lavorare e farlo parecchio, di concetto con i maltesi per capire come si possono integrare le popolazioni, non solo quella italiana e maltese che riguarda me, siamo in Camera di Commercio italo-maltese, però anche gli inglesi, gli svedesi, gli arabi che anche l’integrazione con quest’ultimi sarà fondamentale.

Dopo alcune vicessitudini tra Malta e la Calabria, volevamo valutare l’opportunità di tornare a Mal ta definitivamente come poi abbiamo fatto, ciò perché aspettavamo di avere un posto in una scuola privata. Abbiamo visto le scuole, è stato fantastico, a confronto con le nostre scuole italiane, la differenza tra il cielo e la terra, tra le differenti proposte abbiamo deciso di andare alla Chiswick perché è internazionale, perché ci era piaciuta. Anche su questo hai degli impatti perché ti rapporti con un sistema mediterraneo e poi ti trovi altro. Quello che forse ti aspetti da una scuola privata ma ti da fastidio è la questione del troppo attaccamento ai soldi,, per dire ti metti d’accordo con il van, c’è scritto che la quota è di trecento e tot Euro per l’anno accademico 2014-2015, scritto in maniera equivoca che io stesso, il mio inglese non è male ho preso 103 al toefl, qualcosina so, in quella proposizione, alla fine ti fanno capire che non è 300 per tutto l’anno ma è per un termine, tu paghi 900, una botta di soldi. Lì ti metti a discutere, puoi passare come l’italiano che contesta sempre, ma un conto è pagare 300 ed un altro 900. Poi tanti altri fastidi su come sono impostati i contratti, per questo dico che c’è bisogno di una tutela in generale del soggetto internazionale. Secondo me se a livello europeo questa cosa venisse sollevata io penso che Malta dovrebbe seriamente intervenire. Un altro esempio, forse stupido, è l’extra per l’english as a foreign language. Tu mandi a scuola tuo figlio, paghi una retta per l’orario che ti danno, nel momento che ti mettono un extra per l’inglese che alla fine è obbligatorio se non vuoi fargli fare maltese, ma molti non vogliono farglielo fare, anche se io la considero una lingua che vorrò dare ai miei bimbi, essendo una forma di arabo gli apre a questa ulteriore cultura. Di fatto tu mi fai pagare un extra non per un extra in ore, tu paghi dalle 8.30 fino alle 14.30, benissimo, perché poi mi carichi di un ulteriore esborso, che non è neppure poco nell’ordine dei 300 Euro, perché secondo me è finalizzato a farlo pagare a quegli studenti internazionali che non parlano bene l’inglese. E lì ti infastidisce questa cosa, che sei italiano o non italiano, un’altra furberia tipica ahimè maltese.

Avvocato Francesco Trimboli – II parte ultima modifica: 2015-10-17T20:36:13+00:00 da Redazione